Uno spazio accogliente dedicato principalmente alle mamme e ai bambini nel momento dell’allattamento, ma utile a tutte le famiglie, sull’esempio di quanto è già prassi in molti altri presidi sanitari a livello nazionale“. Le intenzioni, già espresse un paio d’anni fa, dall’Associazione “Elisa Lardani Marchi. Corpo dato per Amore” trovano finalmente forma.

Ed è quella degli arredi donati alla Sala Allattamento al Seno, a lei intitolata, all’interno della nuova sede del Consultorio Familiare dell’Azienda Usl Umbria 2, ad Orvieto Scalo, in Via Angelo Costanzi, 47, oramai pienamente operativa. Una preziosa donazione di arredi che tra poltrone, tavoli e sedie a misura di bambino, una libreria e qualche gioco rende più accoglienti i locali.

A sottolineare l’importanza della pratica dell’allattamento al seno che la stessa Elisa, prematuramente scomparsa all’età di 37 anni, anche per la sua professionalità, sosteneva con grande forza e determinazione. Tenendo conto della misura sia della diade madre-bambino che dell’intrattenimento giocoso e, nello stesso tempo, educativo dei bambini nei primi anni di vita.

Un angolo dedicato alla lettura è stato, infatti, allestito per accogliere fratellini e sorelline al seguito delle madri che allattano, nel rispetto della delicatezza del momento senza però trascurare l’attesa dei bimbi più grandi. “Profonda gratitudine” è stata espressa dal direttore generale dell’Azienda Usl Umbria 2 Imolo Fiaschini e dalla dottoressa Teresa Manuela Urbani, responsabile del Consultorio.

Per “aver contribuito an dotare la nuova sede del servizio di arredi molto piacevoli che miglioreranno l’accoglienza delle e degli utenti oltre alla fruizione degli spazi“. “In qualità di psicologa – ricorda la responsabile – Elisa ha spesso collaborato con me, per conto dei Servizi Educativi del Comune, all’interno delle scuole del comprensorio come Sportello d’Ascolto per gli adolescenti.

La sua attività si intrecciava spesso, sempre in maniera molto professionale, con la mia di ginecologa, contribuendo anche allo sviluppo di progetti nell’ambito del Consultorio Familiare“. “La donazione – sottolineano dall’Associazione – è il risultato della cooperazione fra persone che, nel ricordo di Elisa, si sono fatte carico di trasformare il dolore in bene comune“.

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